Sembra di essere tornati indietro nel tempo, alla Prima Repubblica, osservando quanto accade a Napoli, cioè le assunzioni clientelari per garantirsi consenso elettorale.
Parliamo di de Magistris, il cui gradimento a Napoli è in discesa libera: Gianni Lettieri analizza con precisione in una lettera pubblicata sul Corriere del Mezzogiorno tutte le irregolarità commesse negli ultimi 3 anni.
Si tratta di 350 assunzioni in Asìa (che si occupa del servizio di raccolta rifiuti), 350 insegnanti (ma la situazione degli asili nido e delle scuole è gravissima), 300 assunzioni in base alle graduatorie (usando, però, criteri discutibili), promozioni di 20 dirigenti (tra cui il cognato dell'assessore al Personale), stabilizzazione di 60 Isu, 70 dirigenti selezionati con concorso e 70 staffisti, un esercito che costa moltissimo ai napoletani.
Lettieri prosegue con gli esempi di quella che sarebbe una strategia, un modo per assicurarsi il voto alle future elezioni comunali, per questo troviamo il vice capo di gabinetto che diventa amministratore delegato della holding dei trasporti, la cugina nello staff di un assessore e infine il fratello di de Magistris che fa da sindaco-ombra.
Come se non bastasse, due staffisti sono stati nominati in altrettanti cda e sono stati assunti nuovi staffisti per rimpiazzarli.
Tutto ciò va a scapito di chi invece meriterebbe di restare, invece il sindaco ha mandato via un bravo manager dalla Napoli Servizi per inserire una persona segnalata da due consiglieri comunali, per fare in modo di garantirsi il loro appoggio politico.
Occorre riflettere su quello che sta accadendo e contrastare questi metodi perpetrati da chi, in tutta evidenza, crede nella legalità e nella trasparenza solo a parole.


