Nonostante l'azione compatta dei due partiti maggiori in città, il PdL e il Pd, la mozione di sfiducia contro il vicesindaco Sodano è stata respinta con 26 voti a suo sostegno.
Gianni Lettieri riesce nell'impresa di far votare uniti l'intero centrodestra e gran parte del centrosinistra, poiché la mozione è stata presentata da Ricostruzione Democratica, gruppo nato dalla scissione della lista civica a sostegno di de Magistris.
In altre parole il sindaco si trova all'opposizione molte persone che prima lo appoggiavano, a dimostrazione della grande delusione generata dal suo operato. Il vicesindaco Sodano è stato “salvato” dai voti di IdV, FdS e le altre liste civiche ancora nella maggioranza, che tuttavia oscilla intorno ai 30 voti e non può più contare sul consenso plebiscitario di inizio mandato.
Lettieri ricorda che i firmatari hanno preso le distanze dal sindaco proprio perché facevano parte della maggioranza e hanno compreso che a Napoli non è cambiato nulla. Anche se la sfiducia non è passata il risultato lascia intendere che de Magistris dovrà dialogare con tutti se vuole governare, anche perché questo voto non era solo contro Sodano ma contro l'intera giunta.
Una delle responsabilità del sindaco è di non avere applicato quella cultura della legalità tanto sbandierata in campagna elettorale e non avere avuto alcuna sobrietà e oculatezza nella gestione della cosa pubblica. Le accuse dell'imprenditore leader del centrodestra mettono d'accordo molti esponenti politici di sinistra, la prova che questo sindaco non ha più quel consenso diffuso su cui ha basato il suo programma.


